Cronologia

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Cronologia2018-03-23T20:47:31+00:00

2016

Nel mese di settembre viene avviato il nuovo progetto “Qualcuno con cui correre” che si pone in continuità con “Non uno di meno”, volendo seguire i ragazzi che, usciti con la licenza media dalla scuola smac, si iscrivono alla scuola secondaria, per sostenerli nel rientro nei percorsi formativi tradizionali.

2016

Nel mese di ottobre parte il progetto “Lavoro in corso: una nuova opportunità” che prevede l’inserimento di persone disoccupate all’interno di aziende cittadine attraverso la forma dei tirocini formativi.

2015

Nel mese di dicembre don Mario Vatta riceve il San Giusto d’Oro, importante riconoscimento riservato a cittadini che si sono distinti per attività a favore della nostra città.

2015

Ad ottobre viene rieletto in toto il Comitato Esecutivo e viene riconfermato Presidente Claudio Calandra di Roccolino.

2015

Ad aprile viene presentato il Vademecum “50 sfumature di V… – Come comunicare con gli adolescenti e riuscire a sopravvivere!”, manuale sul lavoro educativo con i giovani scritto a più mani da alcuni educatori dipendenti della Comunità.

2015

A dicembre inizia un nuovo progetto per la ridistribuzione dei generi alimentari freschi, ritirati dalla Comunità presso alcuni supermercati, destinati al alcune famiglie in carico allo Sportello di ascolto.

2013

Vengono celebrati il cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale e di consacrazione religiosa di don Mario Vatta e di suor Gaetana Dellantonio.

2013

A ottobre, con nuove elezioni, viene rinnovato il Comitato Esecutivo che vede la rielezione a Presidente di Claudio Calandra di Roccolino.

2012

A ottobre viene inaugurata la nuova sede del Centro Smac in via Molino a Vento, messa a disposizione dal Comune di Trieste.

2012

A febbraio viene stipulata una convenzione con l’Azienda Sanitaria per la cogestione del Centro Diurno di Aurisina, dove vengono svolte attività ludico ricreative con persone provenienti dall’area del disagio psichico.

2011

A ottobre si svolgono le nuove elezioni del Comitato Esecutivo con la riconferma del Presidente Claudio Calandra di Roccolino.

2010

L’Azienda Sanitaria destina alla Comunità il fondo “N.D. Matilde Morpurgo ved. Colonna dei Principi di Stigliano” per interventi di prevenzione, cura e riabilitazione a favore di persone malate e povere del nostro territorio.

2010

Apre, grazie alla collaborazione con l’Associazione Bambini del Danubio, la casa di accoglienza “Samaria”, rivolta a persone provenienti dalla strada, che necessitano di un periodo di vita comunitaria.

2010

A luglio la Germano, cooperativa sociale di tipo B, si trasforma in Cooperativa sociale di tipo A+B e inizia la collaborazione con la Comunità con la gestione educativa di tre strutture di accoglienza.

2009

Scaduto il biennio di presidenza di Lucia Magro, viene eletto presidente Claudio Calandra di Roccolino, già volontario presso la Sede di via Gregorutti.

2009

Nel mese di settembre viene inaugurato il Centro Diurno per persone senza fissa dimora, frutto di un lungo lavoro di progettazione svoltosi all’interno dei Piani di Zona promossi dall’Area Promozione e Protezione Sociale del Comune di Trieste.

2009

Nel mese di giugno inizia l’attività di accoglienza e di proposta educativa per adolescenti e preadolescenti presso il Centro SMaC, nuovo spazio affittato dalla Comunità in piazza Perugino.

2008

Nasce il Gruppo Carcere, volto a potenziare l’attività a favore dei detenuti presso la Casa Circondariale di Trieste e delle persone affidate alla Comunità in misura alternativa.

2007

Nel mese di ottobre Paolo Scalamera lascia la presidenza e l’assemblea dei soci elegge il nuovo Comitato Esecutivo. L’incarico di Presidente viene affidato a Lucia Magro, ex-insegnante e già volontaria della Comunità.

2007

Don Mario Vatta, nel mese di settembre, viene nominato Cittadino Benemerito per la sua attività ed il suo impegno a favore della nostra città e, soprattutto, dei più poveri.

2006

Viene approvato, dopo più di due anni di lavoro il nuovo Nuovo Documento Base intitolato “Il dovere della fiducia”.

2006

Via Rota, che fino al 30 giugno è stata destinata all’accoglienza residenziale di giovani con lievi disabilità e/o minori provenienti dal circuito penale viene trasformata in “appartamento solidale” destinato a giovani con una certa autonomia che hanno già fatto un percorso in una delle strutture della Comunità.

2006

Un privato concede alla Comunità l’utilizzo di un appartamento in Via Fabio Severo, destinato a cinque persone con problemi di tipo economico già seguite dalla Comunità.

2006

Grazie al generoso e fondamentale contributo di numerose persone viene concluso l’acquisto dell’appartamento che è sede del dormitorio notturno. Nello stesso periodo, grazie ad una donazione delle assicurazioni Generali viene definito l’acquisto di Villa Stella Mattutina; acquisto reso possibile anche dalla generosità della Chiesa di Trieste e dell’Ente di Culto San Giusto, proprietario dell’immobile, che hanno accettato un’offerta significativamente inferiore al valore di mercato e ancor prima hanno consentito, per ventitre anni, l’utilizzo gratuito della Villa.

2005

Il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza del Friuli Venezia Giulia si costituisce in Federazione regionale. La Comunità di San Martino al Campo vi aderisce.

2005

Dopo più di trent’anni di presidenza don Mario Vatta, padre fondatore e capo carismatico, lascia le redini a Paolo Scalamera, volontario già da vent’anni in Comunità.

2004

In seguito all’acuirsi del fenomeno delle povertà estreme e dei senza dimora è nato il Dormitorio Centro San Martino destinato all’accoglienza notturna di persone residenti nella nostra città o straniere.

2004

È stata inaugurata la struttura di Piazzale Cagni, utilizzata per persone in emergenza abitativa ma già autonome dal punto di vista lavorativo.

2003

Si avvio il servizio Ristoro in Stazione
alcuni volontari portano panini e bevande calde alle persone che trascorrono la notte nei pressi della stazione ferroviaria

2001

Nasce il servizio Unità di Strada per senza fissa dimora

2000

Per rispondere in modo specifico al disagio mentale di giovani-adulti è stata aperta un’altra struttura per l’accoglienza residenziale
la Casa di Accoglienza Brandesia, interamente dedicata all’ospitalità di persone inviate dal Dipartimento di salute Mentale.

1999

Riapertura della casa di Opicina con una nuova destinazione: in essa trovano accoglienza persone con problemi di tipo abitativo.

1998

In seguito ad una diminuita richiesta di inserimenti residenziali da parte del Servizio per le Tossicodipendenza di Trieste, la Comunità si è vista costretta a chiudere temporaneamente la casa d’accoglienza Villa Stella Mattutina di Opicina.

1998

Il Lloyd Adriatico mette a disposizione della Comunità un appartamento in viale d’Annunzio, esso servirà ad accogliere fino a quattro persone che, pur avendo esperienze di difficoltà o disagio alle spalle, godono di una sufficiente autonomia per gestire da soli quest’appartamento “protetto”.

1995

Nasce, anche grazie al contributo della Comunità, l’associazione “Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie” promossa da don Luigi Ciotti con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e di promuovere legalità e giustizia. La Comunità di San Martino al Campo oggi è sede, per il Friuli Venezia Giulia, di Libera che raccoglie oggi oltre 1200 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico – culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

1995

Nasce Strade Nuove, cooperativa sociale di tipo A, nella quale confluiscono alcuni collaboratori della Comunità, con lo scopo di non disperdere il notevole bagaglio di competenza e di esperienza acquisito dai giovani volontari nel periodo del loro servizio e per garantire maggiore continuità e professionalità al lavoro di accoglienza. La Cooperativa svolge il suo lavoro educativo a fianco della Comunità fino al 2010, quanto viene assorbita dalla Cooperativa La Quercia.

1994

La Comunità sceglie di destinare la casa “Villa Stella Mattutina” all’accoglienza di giovani tossicodipendenti e la casa “San Giusto” a giovani con disagio psichico.

1994

Il Lloyd Adriatico mette a disposizione della Comunità un appartamento per due persone in Via dell’Istria. Da allora sono state ospitate diverse persone, oggi l’appartamento è preso in affitto privatamente dalla persona che l’ha occupato negli ultimi anni, segno di un percorso di autonomia felicemente concluso.

1985

Inaugurazione del Centro Studi Paolo Fonda, con sede in Via Gregorutti, 2.

1983

Viene fondata la “Germano”, cooperativa sociale di tipo B, per dare lavoro a giovani provenienti dal disagio. Superato un primo difficile periodo la Cooperativa cominciò a rafforzarsi e oggi è una solida realtà economica ben inserita nel contesto cittadino. Viene aperta la Casa d’Accoglienza di Villa Stella Mattutina, concessa in comodato gratuito dalla Chiesa di Trieste.

1982

Viene fondato a Verona Il CNCA, Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza. Il CNCA è una federazione di gruppi del “privato sociale” impegnati con modalità diverse e in tutta Italia, nell’educare, accompagnare, sostenere persone e gruppi in situazione di disagio, nel proporre attività formative, culturali e di impegno politico per costruire percorsi di solidarietà e di giustizia sociale. Gruppi tematici (minori, tossicodipendenze, giovani, prostituzione, carcere, spiritualità…) lavorano, a livello nazionale e regionale, per l’approfondimento di temi specifici, per la riflessione continua sul proprio lavoro, per l’elaborazione progettuale e per la produzione teorica attraverso documenti, periodici, seminari, convegni. Il CNCA accoglie e si fa carico sul territorio nazionale di quasi 35.000 persone in oltre 2.000 strutture in cui operano 12.000 fra operatori, educatori, animatori e volontari. I 270 gruppi federati sono suddivisi in 15 aree regionali.

1981

Viene stipulata la convenzione con il Ministero della Difesa per accogliere giovani obiettori. Oggi la Comunità raccoglie l’eredità di quella che è stata l’obiezione di coscienza accogliendo ragazzi che svolgono il Servizio Civile Nazionale.

1980

La Comunità pubblica il Documentottanta, nel quale emergono quelle che saranno le parole chiave della Comunità: accoglienza, ascolto, condivisione, strada. Nello stesso anno don Mario Vatta si incontra con alcuni sacerdoti impegnati sul territorio nazionale, per dare risposta a diversi tipi di sofferenza. Nel corso di questi incontri comincia a delinearsi la necessità di un coordinamento nazionale, che diventerà il CNCA – Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza.

1980

L’Associazione cambia nome e diventa Comunità di San Martino al Campo ispirandosi al nome di una chiesa londinese che, durante la notte, rimane aperta per ospitare i senza tetto della città.

1979

La Comunità apre un’altra casa di accoglienza ad Altura, un rione di periferia
qui l’esperienza dura soltanto un paio d’anni perché il tentativo di integrazione con il territorio fallisce. La Sede viene trasferita definitivamente in Via Gregorutti, 2.

1976

L’appartamento di Via Rota diventa la casa d’accoglienza “San Giusto”, la Sede è trasferita a Borgo San Sergio.

1975

Manifestazione cittadina detta “La tenda” in cui l’associazione denuncia la realtà dell’emarginazione locale. I volontari elaborano il Documento Base che raccoglie le linee guida dei primi cinque anni di lavoro e la filosofia che orienterà quelli successivi
‘Delinquenti non si nasce ma si diventa’. Nello stesso anno si realizza la prima breve esperienza di accoglienza in via dell’Istria,133, ospitando un piccolo nucleo di ragazzi che provenivano sia dalla tossicodipendenza che dalla sofferenza psichica.

1972

Il gruppo si costituisce in associazione, chiamata inizialmente Centro di Solidarietà, aperta a chiunque abbia fede nell’uomo e nella sue capacità di realizzazione. Pone la sua Sede in Via Rota, 3 in un appartamento messo a disposizione dal Comune. In quegli anni don Mario e i suoi collaboratori accompagnano settimanalmente alcuni giovani adulti, con problemi di alcolismo, a Zagabria dove sono attivi i Club degli alcolisti in trattamento, ad opera del Prof. Hudolin. I Club, che oggi rappresentano uno dei modelli operativi più significativi nell’ambito dei programmi per i problemi alcol correlati e complessi, sono giunti in Italia nel 1979 e ora sono diffusi in tutto il mondo.

1971

Si forma attorno a don Mario un primo gruppo di amici che da subito cerca di operare secondo la filosofia della strada, ossia attraverso l’incontro diretto e non giudicante con chi ‘fa più fatica’ proprio nei luoghi in cui vive. Il gruppo entra nei luoghi dell’allora ospedale psichiatrico “San Giovanni” che proprio nel 1971 vedono l’arrivo del Prof. Franco Basaglia, promotore di una modalità nuova di intendere la cura della malattia mentale. Processo che culminerà, anche a livello nazionale, con la legge 180 che sancisce la definitiva chiusura delle strutture manicomiali.

1970

Don Mario Vatta, giovane prete triestino, ha i suoi primi contatti con giovani coinvolti nel mondo della droga, fenomeno in quel momento ancora in gran parte sconosciuto e sommerso.